Con 158 voti favorevoli, 126 contrari e 2 astenuti il Senato ha accordato la fiducia al Governo approvando il ddl n. 1315 e dunque convertendo definitivamente in legge, con modificazioni, il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico nazionale.
28/01/2009 – Definitivo il dietrofront del governo sulla detrazione fiscale. Tutto ripristinato.
La detrazione dell’imposta lorda resta del 55% ma dovrà essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo (quindi non più tra 3 o 10 anni). Non ci sono limiti annuali per la detrazione, che avrebbero inficiato il provvedimento e costretto ad una doppia presentazione cautelativa della richiesta di detrazione, una per il 55% e un’altra per il 36%. Ma molto più probabilmente avrebbero scoraggiato questi interventi e favorito i lavori in nero. E’ inoltre eliminata la procedura del “silenzio-dissenso” da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Le azioni condotte dal Comitato Nazionale per l’Efficienza Energetica, costituito da: Federarchitetti, Confedertecnica, Ecomondo, ADL Group, Delegazioni e coordinamenti di organizzazioni settoriali, coordinato da Amodio Di Luccio, hanno raggiunto lo scopo per cui sono state intraprese.
Sviluppo, occupazione e sostenibilità ambientale, possono convergere con l’effettiva introduzione del certificato energetico. Uno strumento utile alla classificazione degli edifici in base alle loro caratteristiche costruttive, atte a contenere i consumi energetici. Sono questi gli obiettivi ai quali puntano nei prossimi mesi le organizzazioni impegnate nel comitato.
Molti ancora non sanno cosa sia un certificato energetico, quindi neppure dei benefici che ne conseguono. La stragrande maggioranza non è a conoscenza che una metodologia costruttiva eco-compatibile, valorizzi in maniera esponenziale l’investimento, consenta un risparmio energetico che raggiunge, in taluni casi, l’80 per cento, e offre un eccellente comfort abitativo.
In questa direzione vanno le strategie di Amodio Di Luccio leader regionale del Comitato: «Ci muoviamo per sensibilizzare, per essere al fianco delle Istituzioni, e talvolta, ahimé, anche senza il loro supporto». «Perché siamo consapevoli – Continua Di Luccio - che la giusta informazione sia l’anima dello sviluppo». «Abbiamo investito in eventi come Efficienza Energetica, alla cui prima edizione al Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza si è registrato il tutto esaurito – ricorda il numero uno del Comitato – e che, il prossimo novembre vedrà stazionare nelle principali piazze della Campania, mobility home e city car, oltre ad una due giorni di convegni e workshop confermando sempre il Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza, sede degli incontri». «Questo - Conclude Di Luccio - per comunicare in maniera corretta, su temi che riguardano l’intera collettività. Nessuno escluso».
venerdì 30 gennaio 2009
venerdì 23 gennaio 2009
SALVE LE DETRAZIONI FISCALI. GRANDE SODDISFAZIONE DEL COMITATO EFFICIENZA ENERGETICA.
Gli emendamenti approvati all’articolo 29 del decreto 185 riportano il 55% alla sua originale efficacia. «Uno straordinario risultato» commenta Amodio Di Luccio leader regionale del Comitato Efficienza Energetica e promotore dell’iniziativa a favore del ripristino delle detrazioni.
NAPOLI, 14 GEN – Dietrofront del governo sulla detrazione fiscale. Tutto ripristinato.
Fatte salve alcune eccezioni e modifiche dell’ultima ora. La detrazione dell’imposta lorda resta del 55% ma dovrà essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo (quindi non più tra 3 o 10 anni). Non ci sono limiti annuali per la detrazione, che avrebbero inficiato il provvedimento e costretto ad una doppia presentazione cautelativa della richiesta di detrazione, una per il 55% e un’altra per il 36%. Ma molto più probabilmente avrebbero scoraggiato questi interventi e favorito i lavori in nero. E’ inoltre eliminata la procedura del “silenzio-dissenso” da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Il testo emendato rispetto al decreto sopprime nell’art 29, comma 1 la frase “alle detrazioni per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, di cui all’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.”
Quindi i limiti di risorse finanziarie annuali, che si leggono nel comma 7 modificato, sono relativi solo a crediti di imposta per le spese per attività di ricerca.
Altra novità riguarda una comunicazione preventiva all’Agenzia delle entrate che dovranno fare i contribuenti interessati alle detrazioni. La comunicazione, che ha l’obiettivo di monitorare l’andamento delle richieste, dovrà essere definita nei termini e secondo le modalità previsti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate (sarà emanata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto).
«Riponevo la mia più totale fiducia nell’operato del Governo che, una volta analizzati i dati e le proposte di riflessione ricevute da noi e da tutti gli operatori del settore avrebbe inevitabilmente ripensato la manovra». Questo quanto afferma Amodio Di Luccio Amministratore di ADL Group e Presidente di EcoMondo nonché coordinatore regionale del Comitato Nazionale Efficienza Energetica – prosegue - «uno dei terreni su cui bisogna necessariamente continuare a lavorare è senza alcun dubbio l’introduzione effettiva del certificato energetico a tutti i livelli, conferirebbe una forte spinta all’economia, al raggiungimento dei parametri imposti in sede comunitaria e ad un netto contributo per il miglioramento ambientale».
L’azione è stata condotta a seguito della realizzazione di un documento (allegato a margine di questo comunicato) nell’ambito di una tavola rotonda organizzata il 16 dicembre al Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza della Regione Campania, da: Federarchitetti, EcoMondo, Confedertecnica, professionisti e Istituzioni dietro proposta dello stesso coordinatore regionale del Comitato Efficienza Energetica.
«Sarebbe stato un suicidio per l’economia oltre che per rilanciare l’efficienza energetica in edilizia non prorogare per i prossimi anni questo provvedimento che ha dimostrato la sua validità afferma il Presidente Federarchitetti Regione Campania Arch. Nazzareno Iarrusso».
Un provvedimento praticamente a costo nullo per lo Stato e portatore di innumerevoli benefici per moltissimi settori manifatturieri, per i progettisti e gli installatori presenti in Italia. E per gli stessi utenti, i cittadini e le imprese. Una delle vere soluzioni anticrisi.
NAPOLI, 14 GEN – Dietrofront del governo sulla detrazione fiscale. Tutto ripristinato.
Fatte salve alcune eccezioni e modifiche dell’ultima ora. La detrazione dell’imposta lorda resta del 55% ma dovrà essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo (quindi non più tra 3 o 10 anni). Non ci sono limiti annuali per la detrazione, che avrebbero inficiato il provvedimento e costretto ad una doppia presentazione cautelativa della richiesta di detrazione, una per il 55% e un’altra per il 36%. Ma molto più probabilmente avrebbero scoraggiato questi interventi e favorito i lavori in nero. E’ inoltre eliminata la procedura del “silenzio-dissenso” da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Il testo emendato rispetto al decreto sopprime nell’art 29, comma 1 la frase “alle detrazioni per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, di cui all’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.”
Quindi i limiti di risorse finanziarie annuali, che si leggono nel comma 7 modificato, sono relativi solo a crediti di imposta per le spese per attività di ricerca.
Altra novità riguarda una comunicazione preventiva all’Agenzia delle entrate che dovranno fare i contribuenti interessati alle detrazioni. La comunicazione, che ha l’obiettivo di monitorare l’andamento delle richieste, dovrà essere definita nei termini e secondo le modalità previsti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate (sarà emanata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto).
«Riponevo la mia più totale fiducia nell’operato del Governo che, una volta analizzati i dati e le proposte di riflessione ricevute da noi e da tutti gli operatori del settore avrebbe inevitabilmente ripensato la manovra». Questo quanto afferma Amodio Di Luccio Amministratore di ADL Group e Presidente di EcoMondo nonché coordinatore regionale del Comitato Nazionale Efficienza Energetica – prosegue - «uno dei terreni su cui bisogna necessariamente continuare a lavorare è senza alcun dubbio l’introduzione effettiva del certificato energetico a tutti i livelli, conferirebbe una forte spinta all’economia, al raggiungimento dei parametri imposti in sede comunitaria e ad un netto contributo per il miglioramento ambientale».
L’azione è stata condotta a seguito della realizzazione di un documento (allegato a margine di questo comunicato) nell’ambito di una tavola rotonda organizzata il 16 dicembre al Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza della Regione Campania, da: Federarchitetti, EcoMondo, Confedertecnica, professionisti e Istituzioni dietro proposta dello stesso coordinatore regionale del Comitato Efficienza Energetica.
«Sarebbe stato un suicidio per l’economia oltre che per rilanciare l’efficienza energetica in edilizia non prorogare per i prossimi anni questo provvedimento che ha dimostrato la sua validità afferma il Presidente Federarchitetti Regione Campania Arch. Nazzareno Iarrusso».
Un provvedimento praticamente a costo nullo per lo Stato e portatore di innumerevoli benefici per moltissimi settori manifatturieri, per i progettisti e gli installatori presenti in Italia. E per gli stessi utenti, i cittadini e le imprese. Una delle vere soluzioni anticrisi.
sabato 15 novembre 2008
L'EFFICIENZA ENERGETICA COME SPINTA ALL'INNOVAZIONE E ALL'ECONOMIA
di Simone Malacrida
Le tematiche riguardanti l'efficienza energetica e la sua realizzazione tramite specifiche normative sono spesso viste come un costo aggiuntivo che grava sullo sviluppo economico di una nazione. Se ciò può essere vero in un orizzonte temporaneo di breve periodo, soprattutto in avverse condizioni congiunturali, non si può affermare altrettanto se si considera un arco di tempo più prolungato. L'esempio della California è stato portato alla luce in questi giorni da uno studio dell'Università di Berkeley ed è dimostrativo che è necessario implementare una strategia economica di lungo periodo per trasformare alcuni parametri stringenti di efficienza in sviluppo duraturo. A seguito dello shock petrolifero del 1977, lo stato della California impose standard di efficienza per gli edifici e gli
elettrodomestici nettamente superiori rispetto alla media al fine di rendere i cittadini meno dipendenti dal consumo di energia elettrica.
Se questo ha comportato, nel breve periodo, perdite di posti di lavoro
ed esborsi sotto forma di finanziamenti pubblici, a distanza di 30
anni la sfida californiana è stato un successo. La spinta all'efficienza e all'innovazione ha portato alla creazione di servizi e di imprese tecnologiche che hanno dato lavoro a più di un milione e mezzo di persone (contro i "soli" 25'000 posti di lavoro persi nei primi anni dopo l'introduzione delle normative). Difatti, i risparmi dovuti alle politiche di efficienza hanno permesso ai cittadini californiani di limitare i consumi di energia elettrica traendo un diretto beneficio (una bolletta meno cara) e potendo dirottare su altre voci di spesa i soldi così economizzati, mettendo in moto altri settori commerciali. Inoltre questo risparmio energetico equivale a regime alla costruzione di 24 centrali elettriche di medie dimensioni, ognuna delle quali avrebbe comportato la combustione di non
indifferenti quantità di petrolio, gas o carbone producendo grandi
dosi di gas serra.
In Europa, un caso analogo si è registrato in Germania con lo sviluppo dell'energia solare. A seguito della crisi del 2001 dell'industria elettronica e informatica, il governo tedesco decise di riconvertire alla realizzazione di pannelli solari parte della produzione di silicio e di vari semiconduttori, introducendo di pari passo
agevolazioni fiscali e leggi federali sul risparmio energetico e sull'installazione di impianti solari in nuovi edifici. A distanza di pochi anni, la Germania è leader mondiale della ricerca e della produzione di pannelli solari, generando un'intera filiera di lavoro produttivo in questo settore. Questi due esempi fanno chiaramente
capire quale strada deve intraprendere l'Italia in questo periodo di crisi economica e finanziaria. L'Associazione Italiana per la Ricerca ha rimarcato più volte sia la
necessità di un piano energetico nazionale sia l'inevitabilità di aumentare gli investimenti in ricerca e in innovazione. Convogliare importanti risorse pubbliche nel settore dell'efficienza energetica in ambito residenziale, domestico, industriale e agevolare la creazione di imprese innovative in ambito energetico deve essere vissuto non come un'imposizione di una normativa europea, ma come un'opportunità da cogliere per sviluppare economicamente e culturalmente la nostra
società in modo sostenibile con le risorse ambientali.
Le tematiche riguardanti l'efficienza energetica e la sua realizzazione tramite specifiche normative sono spesso viste come un costo aggiuntivo che grava sullo sviluppo economico di una nazione. Se ciò può essere vero in un orizzonte temporaneo di breve periodo, soprattutto in avverse condizioni congiunturali, non si può affermare altrettanto se si considera un arco di tempo più prolungato. L'esempio della California è stato portato alla luce in questi giorni da uno studio dell'Università di Berkeley ed è dimostrativo che è necessario implementare una strategia economica di lungo periodo per trasformare alcuni parametri stringenti di efficienza in sviluppo duraturo. A seguito dello shock petrolifero del 1977, lo stato della California impose standard di efficienza per gli edifici e gli
elettrodomestici nettamente superiori rispetto alla media al fine di rendere i cittadini meno dipendenti dal consumo di energia elettrica.
Se questo ha comportato, nel breve periodo, perdite di posti di lavoro
ed esborsi sotto forma di finanziamenti pubblici, a distanza di 30
anni la sfida californiana è stato un successo. La spinta all'efficienza e all'innovazione ha portato alla creazione di servizi e di imprese tecnologiche che hanno dato lavoro a più di un milione e mezzo di persone (contro i "soli" 25'000 posti di lavoro persi nei primi anni dopo l'introduzione delle normative). Difatti, i risparmi dovuti alle politiche di efficienza hanno permesso ai cittadini californiani di limitare i consumi di energia elettrica traendo un diretto beneficio (una bolletta meno cara) e potendo dirottare su altre voci di spesa i soldi così economizzati, mettendo in moto altri settori commerciali. Inoltre questo risparmio energetico equivale a regime alla costruzione di 24 centrali elettriche di medie dimensioni, ognuna delle quali avrebbe comportato la combustione di non
indifferenti quantità di petrolio, gas o carbone producendo grandi
dosi di gas serra.
In Europa, un caso analogo si è registrato in Germania con lo sviluppo dell'energia solare. A seguito della crisi del 2001 dell'industria elettronica e informatica, il governo tedesco decise di riconvertire alla realizzazione di pannelli solari parte della produzione di silicio e di vari semiconduttori, introducendo di pari passo
agevolazioni fiscali e leggi federali sul risparmio energetico e sull'installazione di impianti solari in nuovi edifici. A distanza di pochi anni, la Germania è leader mondiale della ricerca e della produzione di pannelli solari, generando un'intera filiera di lavoro produttivo in questo settore. Questi due esempi fanno chiaramente
capire quale strada deve intraprendere l'Italia in questo periodo di crisi economica e finanziaria. L'Associazione Italiana per la Ricerca ha rimarcato più volte sia la
necessità di un piano energetico nazionale sia l'inevitabilità di aumentare gli investimenti in ricerca e in innovazione. Convogliare importanti risorse pubbliche nel settore dell'efficienza energetica in ambito residenziale, domestico, industriale e agevolare la creazione di imprese innovative in ambito energetico deve essere vissuto non come un'imposizione di una normativa europea, ma come un'opportunità da cogliere per sviluppare economicamente e culturalmente la nostra
società in modo sostenibile con le risorse ambientali.
giovedì 13 novembre 2008
REGISTRATI GRATUITAMENTE AD EFFICIENZA ENERGETICA 2008
L’edizione 2008 di “Efficienza Energetica” in scena al Palazzo dell'Innovazione e della Conoscenza il 27 e 28 novembre è una delle grandi opportunità, se non l’unica per tipologia e contenuti, che vede il Sud e soprattutto il capoluogo Partenopeo, protagonisti di una due giorni dedicata ai grandi temi delle fonti alternative, delle best practices ed alle opportunità professionali e imprenditoriali.
Dalla ricerca scientifica alla produzione nazionale, dal sistema Industriale, all’impatto occupazionale, economico ed ambientale, dalle opportunità, ai limiti; insomma un programma ricco e assolutamente da non perdere.
Nella sessione pomeridiana del 28 novembre saranno consegnati gli attestati della I edizione del corso per Tecnici del Fotovoltaico, in presenza di aziende e operatori del settore.
La partecipazione è gratuita. Offre la possibilità di ricevere un attestato di partecipazione, Indispensabile è aderire attraverso il sito www.efficienzaenergetica.org.
Altresì su www.efficienzaenergetica.org è disponibile il calendario, il programma e tutte le informazioni logistiche e organizzative.
Organizzazione
ADL Group Srl
segreteria@efficienzaenergetica.org
Dalla ricerca scientifica alla produzione nazionale, dal sistema Industriale, all’impatto occupazionale, economico ed ambientale, dalle opportunità, ai limiti; insomma un programma ricco e assolutamente da non perdere.
Nella sessione pomeridiana del 28 novembre saranno consegnati gli attestati della I edizione del corso per Tecnici del Fotovoltaico, in presenza di aziende e operatori del settore.
La partecipazione è gratuita. Offre la possibilità di ricevere un attestato di partecipazione, Indispensabile è aderire attraverso il sito www.efficienzaenergetica.org.
Altresì su www.efficienzaenergetica.org è disponibile il calendario, il programma e tutte le informazioni logistiche e organizzative.
Organizzazione
ADL Group Srl
segreteria@efficienzaenergetica.org
domenica 19 ottobre 2008
CLIMA: BERLUSCONI, ITALIA NON ISOLATA, ALTRI 9 CON NOI
ROMA - L'Italia non si e' avviata in solitaria a chiedere piu' tempo per l'applicazione del pacchetto sul clima. Alla vigilia del Consiglio dei ministri dell'ambiente Ue, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna in campo, dopo le polemiche di questi giorni, per difendere la posizione italiana, condivisa, sottolinea, ''da altri nove stati''. E accanto alla richiesta del governo di sospendere l'applicazione delle misure anti-inquinamento per almeno un anno al fine di verificarne i costi, domani in Lussemburgo l'Italia chiedera' anche, come annuncia il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, di ''rinegoziare il protocollo di Kyoto''.
Piu' tempo, dice il premier, e' necessario per ''approfondire il tema dei costi per la riduzione dell'anidride carbonica'', posizione che ''e' stata condivisa da altri 9 Stati''. Non c'e' quindi ''nessun isolamento dell'Italia in Europa'', come scrivono ''alcuni quotidiani. Non e' assolutamente vero'', ribadisce il Cavaliere, sottolineando che l'intento dell'Italia e' di fare in modo che ''i costi vengano sostenuti in modo eguale da ciascun cittadino europeo. Altrimenti, a pagare di piu' sarebbero i Paesi manifatturieri''. E il polverone che si e' sollevato in questi giorni, altro non e' che il ''costume deteriore dell'opposizione'', abituata ''a fare polemica anche contro il proprio Paese''.
E domani l'Italia non solo ribadira' la sua proposta di adottare il pacchetto europeo a dicembre, con l'inserimento di una clausola di revisione, che consenta di riesaminarlo alla luce della valutazione di impatto da effettuare nel 2009, ma chiedera' anche di ridiscutere i termini del protocollo di Kyoto, su cui, sostiene Matteoli, ''c'e' molta timidezza, perche' si ha paura di essere accusati di non voler salvaguardare l'ambiente''.
Il ministro, che e' stato titolare dell'Ambiente nel 2001-2006, e' sicuro che sul 2009 ''si trovera' un'intesa'', ma il problema vero sara' ''la scadenza del 2012. E' li' che noi dovremo lavorare - spiega - per far si' che il 2012 sia piu' sereno perche' altrimenti le nostre imprese allora saranno ancora piu' penalizzate''. L'opposizione, spiega Pierluigi Bersani, non e' contraria a chiedere all'Unione Europea piu' flessibilita', ma chiede che il governo ''non si metta di traverso'' in generale sul piano per la lotta ai cambiamenti climatici. Un conto, insomma, e' difendere le imprese italiane, un conto e' porre veti a un pacchetto necessario e che offre anche ''delle opportunita'''.
Dello stesso parere Francesco Rutelli, secondo il quale il governo ''fa bene a negoziare condizioni che non svantaggino le nostre imprese'', ma deve ''raccontare tutta la verita''', e cioe' che il pacchetto sul clima dell'Unione europea ''non contiene solo svantaggi ma anche dei vantaggi e delle opportunita' per il nostro Paese'', a meno che, al posto di un Paese moderno, non si voglia allineare l'Italia ''ai Paesi dell'Est, con un'industria super-inquinante e ai margini della crescita economica''.
E' ''assurdo'', rincara la dose Ermete Realacci, ministro ombra dell'Ambiente, ''che, invece di prendere come riferimento Paesi europei avanzati e che investono in innovazione come Germania e Francia, il premier chiami in causa e si allei con quelli dell'Est, che non brillano certo per politiche ambientali virtuose''. Le richieste dell'Italia, invece, per Prc e Pdci dimostrano che il governo ''e' il braccio armato di Confindustria'', mentre i Verdi sono convinti che le mosse del premier vogliano solo ''far saltare tutto'' il piano messo a punto da Bruxelles.
Fonte: libero.it
Piu' tempo, dice il premier, e' necessario per ''approfondire il tema dei costi per la riduzione dell'anidride carbonica'', posizione che ''e' stata condivisa da altri 9 Stati''. Non c'e' quindi ''nessun isolamento dell'Italia in Europa'', come scrivono ''alcuni quotidiani. Non e' assolutamente vero'', ribadisce il Cavaliere, sottolineando che l'intento dell'Italia e' di fare in modo che ''i costi vengano sostenuti in modo eguale da ciascun cittadino europeo. Altrimenti, a pagare di piu' sarebbero i Paesi manifatturieri''. E il polverone che si e' sollevato in questi giorni, altro non e' che il ''costume deteriore dell'opposizione'', abituata ''a fare polemica anche contro il proprio Paese''.
E domani l'Italia non solo ribadira' la sua proposta di adottare il pacchetto europeo a dicembre, con l'inserimento di una clausola di revisione, che consenta di riesaminarlo alla luce della valutazione di impatto da effettuare nel 2009, ma chiedera' anche di ridiscutere i termini del protocollo di Kyoto, su cui, sostiene Matteoli, ''c'e' molta timidezza, perche' si ha paura di essere accusati di non voler salvaguardare l'ambiente''.
Il ministro, che e' stato titolare dell'Ambiente nel 2001-2006, e' sicuro che sul 2009 ''si trovera' un'intesa'', ma il problema vero sara' ''la scadenza del 2012. E' li' che noi dovremo lavorare - spiega - per far si' che il 2012 sia piu' sereno perche' altrimenti le nostre imprese allora saranno ancora piu' penalizzate''. L'opposizione, spiega Pierluigi Bersani, non e' contraria a chiedere all'Unione Europea piu' flessibilita', ma chiede che il governo ''non si metta di traverso'' in generale sul piano per la lotta ai cambiamenti climatici. Un conto, insomma, e' difendere le imprese italiane, un conto e' porre veti a un pacchetto necessario e che offre anche ''delle opportunita'''.
Dello stesso parere Francesco Rutelli, secondo il quale il governo ''fa bene a negoziare condizioni che non svantaggino le nostre imprese'', ma deve ''raccontare tutta la verita''', e cioe' che il pacchetto sul clima dell'Unione europea ''non contiene solo svantaggi ma anche dei vantaggi e delle opportunita' per il nostro Paese'', a meno che, al posto di un Paese moderno, non si voglia allineare l'Italia ''ai Paesi dell'Est, con un'industria super-inquinante e ai margini della crescita economica''.
E' ''assurdo'', rincara la dose Ermete Realacci, ministro ombra dell'Ambiente, ''che, invece di prendere come riferimento Paesi europei avanzati e che investono in innovazione come Germania e Francia, il premier chiami in causa e si allei con quelli dell'Est, che non brillano certo per politiche ambientali virtuose''. Le richieste dell'Italia, invece, per Prc e Pdci dimostrano che il governo ''e' il braccio armato di Confindustria'', mentre i Verdi sono convinti che le mosse del premier vogliano solo ''far saltare tutto'' il piano messo a punto da Bruxelles.
Fonte: libero.it
venerdì 10 ottobre 2008
ESIGENZA MONDIALE, OPPORTUNITA’ MERIDIONALE. “EFFICIENZA ENERGETICA 2008”
Il Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza della Regione Campania, il 27 e 28 novembre ospiterà una due giorni dedicata ai temi della razionalizzazione degli usi finali di energia, alle fonti rinnovabili ed alle best practice in campo internazionale, dal titolo “Efficienza Energetica 2008”.La bellezza del pianeta si affianca a quella della sua immagine tecnologica, Per smuovere le coscienze delle persone, dice Il Sole 24 Ore.
Mentre, ancora una volta, le tv di tutto il mondo sono intente a occuparsi di nuovi e sempre più potenti – per non dire frequenti – uragani che sconvolgono le coste atlantiche dell'America, nel meridione del nostro Paese la scia degli incendi estivi si protrae fino a settembre, e, infine, veniamo a sapere che ora, per la prima volta, il Circolo Polare Artico è un'isola, cioè è circumnavigabile a causa dell'arretramento dei ghiacci. Tutti questi fenomeni rispondono a un unico nome: cambiamenti climatici
L’Europa affacciata sul Mediterraneo potrebbe risentire particolarmente di un clima mutato: le ondate di caldo e i prolungati periodi di siccità potrebbero causare danni al turismo e all’agricoltura, oltre a far aumentare la mortalità nella popolazione anziana e a favorire la comparsa di malattie diffuse da insetti. Lo ripete il rapporto «Impatti dei cambiamenti climatici in Europa», appena pubblicato e preparato congiuntamente dal Centro comune di ricerca della Commissione Europea, dall’Agenzia europea dell’ambiente e dall’Ufficio Europeo dell’Oms.
Nell’ultimo rilevamento dell’Eurobarometro, il sondaggio che la UE conduce tra i cittadini europei su diversi argomenti di interesse comune, circa 30 mila cittadini dei 27 paesi membri si sono espressi sul clima.
La maggior parte degli europei considera il riscaldamento globale uno dei problemi più importanti da affrontare, più del terrorismo o della crisi economica mondiale. Tre persone su cinque credono che i cittadini possano fare qualcosa per contribuire alla lotta al cambiamento climatico e hanno già adottato comportamenti in questa direzione. Il 76% degli intervistati pensa che la parte maggiore debbano farla le istituzioni e le industrie che al momento si stanno muovendo poco per affrontare il problema. (Da L'Unità)
Inoltre Il pacchetto UE, sostenuto dal commissario europeo all'Ambiente, il greco Stavros Dimas, dice che entro il 2020 l'Europa deve ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica, deve migliorare del 20% l'efficienza energetica e deve alimentarsi al 20% con energia da fonti rinnovabili.
E, dunque, in questo scenario a ciascuno spetta il proprio ruolo, cittadini, istituzioni, industrie, insieme per favorire quel circuito virtuoso, secondo cui “efficienza” è la parola d’ordine, valorizzando a pieno tecniche e comportamenti ecosostenibili.
“Efficienza Energetica 2008”, costituisce per il Meridione e per la Campania un appuntamento di grande importanza.
Imprenditoria, professionisti, Istituzioni, rappresentanti del tessuto produttivo e sociale, potranno per la prima volta incontrarsi su di una tematica così complessa, ma allo stesso tempo dalle grandi opportunità.
mercoledì 8 ottobre 2008
PRESTIGIACOMO, 10 MLN PER EFFICIENZA E RINNOVABILI
(ANSA) - ROMA - Dieci milioni di euro per la ricerca sull'efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili. Questo lo stanziamento del bando promosso dal ministero dell'Ambiente e diretto ad enti pubblici e privati. Obiettivo del programma, stimolare la ricerca finalizzata alla creazione di tecnologie facilmente replicabili, che incrementino l'efficienza energetica e l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile, la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno da fonti rinnovabili; nonche' interventi sui sistemi di mobilita' destinati a migliorare la qualita' ambientale nei centri urbani. ''Da qui ai prossimi 10 anni, in attesa che l'opzione nucleare possa dare il suo contributo al nostro mix energetico - ha detto il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo - dobbiamo puntare con il massimo impegno a promuovere le tecnologie esistenti ma anche a indurne di nuove, capaci di farci consumare meno e meglio e di sfruttare in condizioni economiche piu' competitive sole, vento, biomasse''.
''Passa per questa strada anche la fondamentale battaglia per il miglioramento della qualita' dell'aria nelle nostre citta', che e' parte integrante e fondamentale della sfida globale sul clima'', ha aggiunto Prestigiacomo sottolineando che ''coniugare efficienza energetica e fonti rinnovabili, promuovendo il progresso scientifico anche su nuovi promettenti filoni di ricerca come quello legato all'utilizzo dell'idrogeno, sia una delle principali strade da percorrere per il nostro paese, che e' privo di giacimenti di combustibili fossili ma ricchissimo di risorse naturali rinnovabili''. ''Grazie a questo bando - rileva ancora il ministro - avremo una ulteriore possibilita' di stimolare la collaborazione tra universita', consorzi o associazioni di enti per svolgere progetti di ricerca riguardanti tecnologie, modelli e casi di studio nel settore dell'efficienza energetica proprio con particolare riferimento alle aree urbane''. Potranno presentare domanda di contributo imprese associate, anche in forma temporanea. L'associazione deve comprendere Enti Pubblici di ricerca la cui quota di partecipazione non sia superiore al 50%. In via facoltativa l'associazione potra' comprendere anche associazioni di categoria, agenzie energetiche locali, ESCo, agenzie, enti o istituti preposti alla comunicazione, informazione e formazione in materia ambientale, enti pubblici. (ANSA).
''Passa per questa strada anche la fondamentale battaglia per il miglioramento della qualita' dell'aria nelle nostre citta', che e' parte integrante e fondamentale della sfida globale sul clima'', ha aggiunto Prestigiacomo sottolineando che ''coniugare efficienza energetica e fonti rinnovabili, promuovendo il progresso scientifico anche su nuovi promettenti filoni di ricerca come quello legato all'utilizzo dell'idrogeno, sia una delle principali strade da percorrere per il nostro paese, che e' privo di giacimenti di combustibili fossili ma ricchissimo di risorse naturali rinnovabili''. ''Grazie a questo bando - rileva ancora il ministro - avremo una ulteriore possibilita' di stimolare la collaborazione tra universita', consorzi o associazioni di enti per svolgere progetti di ricerca riguardanti tecnologie, modelli e casi di studio nel settore dell'efficienza energetica proprio con particolare riferimento alle aree urbane''. Potranno presentare domanda di contributo imprese associate, anche in forma temporanea. L'associazione deve comprendere Enti Pubblici di ricerca la cui quota di partecipazione non sia superiore al 50%. In via facoltativa l'associazione potra' comprendere anche associazioni di categoria, agenzie energetiche locali, ESCo, agenzie, enti o istituti preposti alla comunicazione, informazione e formazione in materia ambientale, enti pubblici. (ANSA).
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